.

.

domenica 17 agosto 2014

Futuro?

Ci sono cose che mi inquietano nel profondo. Professionalmente, e personalmente; ma in fondo, con il lavoro che faccio (al quale continuo cocciutamente ad attribuire una funzione sociale), direi che l'aspetto professionale è spesso strettamente legato all'aspetto personale. 
Una di queste, ad esempio, è l'atteggiamento dei giovani/giovanissimi nei confronti di tutto ciò che è "prevenzione"... parliamo quindi del fulcro del mio lavoro, direi. Non si tratta di scegliere una Compagnia piuttosto che un'altra per la mera R.C. Auto obbligatoria per legge, e possibilmente scegliere a prescindere quella che costa meno; siamo ben oltre questa semplice operazione. Siamo di fronte a persone (e non più bambini, sottolineo, persone ormai cresciutelle, che se ancora non occupano posti importanti se non apicali nelle aziende, nei consigli di amministrazione, in politica o in quello che volete voi, sicuramente li occuperanno entro una decina d'anni) che rifiutano tout-court di pensare a qualcosa che possa accadere oltre "domani". Dopodomani, suvvia, siamo magnanimi, o al massimo il mese prossimo. 
E non se ne vergognano per nulla, ne ho già parlato in un post precedente descrivendo le discussioni dei miei condòmini per decidere se acquistare un portaombrelli che prevedeva la spesa di venti Euro a famiglia. Niente da fare: con venti Euro mi pago le sigarette, piuttosto. Belli, chiari e decisi come il sole. 
Gente come me, gente che fa questo lavoro con passione e perchè ci crede (e con soddisfazione, quando annunci l'arrivo di corposi bonifici che salvano il lato B a famiglie in difficoltà per improvvise spese mediche, o aziende senza più il capannone eccetera eccetera), ci ha messo una trentina d'anni, dai tempi in cui io andavo ancora al Liceo, a convincere l'Italia e l'italiano medio che non solo era necessario, era addirittura DOVEROSO pensare alla prevenzione, pensare a difendere i propri beni da eventi accidentali, pensare a proteggere la propria persona dagli infortuni, pensare ad integrare la pensione. 
E' bastata mezza generazione per ripiombare indietro di oltre un quarto di secolo, e questo pensiero da figlio-dei-fiori-che-non-pensa-al-domani sta ora facendo il percorso inverso, cioè sta aggredendo anche lo zoccolo duro della generazione precedente, quella che PAREVA aver compreso l'importanza di certe scelte e invece adesso sta azzerando tutto, perchè in fondo è più bello, più semplice, più disincantato vivere alla giornata, tanto "cosa vuoi che succeda"...
Sono mesi che rimugino su questa cosa, perchè ormai le volte che ci discuto in ufficio e/o fuori con Clienti giovani non si contano più. E a me piace CAPIRE, mi piace calarmi nella testa delle persone con cui discuto, mi piace analizzare il perchè di certe risposte (intendo, se ci arrivi con un ragionamento ben definito oppure se sei realmente deficiente e parli per frasi fatte solo perchè le hai sentite in televisione). 
Poi mi è successo questo: ho partecipato ad un corso, uno dei tenti corsi di formazione che noi Agenti dobbiamo fare per forza, non importa se li segui o no, non importa se interagisci o no, oppure se dormi o se passi tutte le otto ore d'aula a giocare con lo smartphone, all'IVASS basta che tu abbia tot ore di formazione all'anno per confermarti abile ed arruolato (del resto, chissà se il cane magro del gioco a quiz riesce a firmare il foglio presenze con la zampetta). 
Un corso sulla Previdenza Complementare (neanche li conto più), che questa volta però non era tenuto con il solito taglio commerciale (noi abbiamo i prodotti migliori, noi siamo i più bravi di tutti, andate e vendete come dei dannati non importa a chi basta che lo facciate) ma da un signore pacato e molto tecnico. Mi è piaciuto parecchio, devo dire, e mi ha spaventato nel profondo. Mi è piaciuto perchè ha insistito sul fatto che noi, che in teoria saremmo i professionisti del settore, dovremmo cercare di differenziarci dal cane e tutti i cani come lui dando informazioni più complete e approfondite, cosa che nell'enorme babele della Previdenza Complementare non è facile. Insomma, evitare di dire "comincia a mettere via qualche soldo per la pensione perchè serve" e altre generiche frasi dal contenuto simile (vale a dire il normale approccio per chiunque proponga Previdenza Complementare ai giovani, quando cioè è realmente finalizzata alla pensione-che-non-si-sa-quando-nè-se, e non ad un'operazione di speculazione fiscale per pochi anni, per quelli che sono lì lì), ma davvero spiegare dettagliatamente PERCHE' è necessario sottoscrivere una formula di Previdenza Complementare, come funziona in ogni suo minimo ingranaggio, cosa è successo negli anni passati e come si presume si svilupperanno le cose negli anni a venire. Terrore puro.
Sono venuta fuori dall'aula con un bagaglio tecnico rispolverato alla stragrandissima, e con lo stomaco annodato. Non solo per ME, che lavoro da ventitrè anni e qualcosina, e che potrò andare in pensione solo tra altri vent'anni e mezzo; del resto, questo conticino l'avevo già fatto e cercavo di non pensarci troppo. Nemmeno per l'entità di quella che sarà la MIA pensione futura (una schifezza inguardabile), posto che in realtà le pensioni del futuro saranno agganciate, al momento della loro partenza, al PIL del futuro (anche qualora fosse negativo), e quindi è impossibile fare conti esatti troppo presto. 
Il mio stomaco pensava ai giovani e ai giovanissimi, e stava di un male boia. Persone con davanti un'autostrada di vita prima di arrivare alla pensione, alle quali io dovrei candidamente dire che la le Norme di Legge in tema di pensione sono state modificate - nel profondo! - già sette volte in vent'anni, e di certo non ci metterei la mano sul fuoco che nei prossimi venti non succeda di nuovo qualcosa di grosso. Ma bastasse questo. Aggiungiamoci la fame infinita di soldi di chi sta ai vertici di questo Paese (non faccio nomi, volutamente, perchè la fame non è di chi c'è ora, è una fame atavica, che mangia da sempre e non riesce a smettere di mangiare). Aggiungiamoci - in alcuni casi - l'inettitudine o l'incapacità di chi li amministra, questi soldi messi da parte. Io non sono più tanto sicura che la Previdenza Complementare sia così blindata, e parlo per esperienza diretta visto quello che sta succedendo al Fondo Pensione degli Agenti (figura di m/da davanti all'intera nazione, tra l'altro, guarda caso uno dei Fondi che sta saltando è proprio quello di coloro che li dovrebbero vendere, i Fondi, e quindi come minimo dovrebbero essere i più accorti nel farlo funzionare...); frasi del tipo: "Ci dispiace, qualcosina è andato storto, se vuoi ti spieghiamo il tecnicismo, non sembra sia nemmeno colpa nostra, fatto sta che la pensione integrativa che ti avevamo promesso e per la quale continuerai a versare, ovviamente, sempre le stesse cifre, in realtà sarà il 40% più bassa del previsto, tante scuse, eh".
Per chi è arrivato a leggere fin qui senza collassare, e quindi ha tutta la mia stima dato l'argomento, preciso che nella Previdenza Complementare non ci sono solo i Fondi, ma anche normalissime Polizze Vita chiamate PIP con le stesse caratteristiche tecniche e fiscali, e molto meno problematiche. Giusto per non piangere troppo. 
Ma torno al mio argomento, che è quella sorta di lieve (e sottolineo LIEVE) empatia che mi ha preso verso questa generazione di menefreghisti totali. E' vero, sono egoisti, pensano solo a loro stessi. Il guadagno di un mese (per chi lo ha) va rigorosamente azzerato entro trenta giorni, mettere da parte anche un solo centesimo li fa sentire dei disadattati. Hanno priorità per me incomprensibili: piuttosto che rinunciare alle ferie ammazzerebbero la nonna o il fratellino, per non parlare della palestra, o del telefonino ultimo modello, di tutta quella roba con davanti la "I". 
Ma non deve essere facile diventare adulti senza un futuro. Io ho studiato con la certezza del T.F.R., ho iniziato a lavorare con la sicurezza della pensione (a poco meno di 60 anni era, per le donne, all'epoca! Me ne mancherebbero appena una decina, mannaggia!), ho messo da parte i primi risparmi che rimanevano tali, senza erosioni per tasse, bolli, balzelli vari. Mi hanno cambiato le carte in tavola, ma almeno con qualche colpetto la macchina può restare in carreggiata. 
Questi qui no, gli hanno levato tutto. Deve essere dura lavorare (sempre che tu ce l'abbia, un lavoro) sapendo che lo farai PER SEMPRE, perchè quello è l'obiettivo, diciamocelo: farci arrivare in pensione quando stiamo per morire. Lavorare sapendo che i soldi che hai per le mani sono quelli e solo quelli, perchè su tutto ciò che metti da parte arriva la mannaia. Per forza non vedi l'ora di spenderli! Almeno ti godi un oggi sicuro... E' da incoscienti, ma incoscienti comprensibili. 
Mi sono presa un impegno personale: imparare a comunicare con loro, con questi ragazzi privi di un futuro, questi eterni bambini senza certezze. Imparare come far capire a tutti loro l'importanza di una tutela dell'oggi, se non altro. Devo riuscire a parlare la loro lingua, perchè è sbagliato crocifiggerli quando sono i primi ad essere disperati dentro. Magari il domani riusciamo a capovolgerlo. 

Nessun commento:

Posta un commento