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lunedì 27 maggio 2013

Io speriamo che me la cavo

In ufficio da me siamo tutti cabarettisti.
Sarà per quello che, tutto sommato, non ci annoiamo mai, tendiamo a vedere il lato divertente di ogni frase, e ridiamo spesso, a costo di passare per dementi. Io poi, considerando che passo lì dentro circa dodici ore al giorno, a volte filate senza alcuna interruzione, se non prendessi un po' tutto in ridere finirei per tagliarmi le vene per lungo una sera sì e una no. Ultimamente ho ripreso a ridere parecchio, e la cosa è alquanto strana visto che potenzialmente siamo a rischio chiusura; mio marito ironizza sul fatto che è come il classico miglioramento prima della morte, come si dice ai malati. Chi lo sa, forse ha ragione lui. Io so solo che qualcosa nella mia vita ha ripreso a girare nel modo giusto, e mi dà una serenità di fondo, un ottimismo anche un po' fuori luogo visti i tempi lugubri, ma fondamentale: insomma, sono felice. E questo alimenta il cabaret.
Nell'ultimo mese una fonte inesauribile di comicità ci viene dai Clienti che stiamo perdendo perchè il mio ex-Subagente (nonché ex-amico ed ex-fratello) se li porta alla sua attuale Mandante. E sono molti, nel senso che lui non si sta limitando ai nomi ovvi: i suoi parenti, i suoi amici, i Clienti che aveva - nel tempo - procacciato lui. Su questi io non avrei nulla da ridire, anzi, a tutti questi io neanche mando gli avvisi di scadenza, perchè è normale che lo seguano. Mica sono come i miei, di parenti, che ritengono quasi un affronto assicurarsi da me, piuttosto vanno in cerca col lumicino della più minuscola Compagnia lussemburghese - non ho ancora capito perchè, dopo oltre vent'anni che faccio questo mestiere, e non è mancanza di fiducia, visto che i consigli e le dritte me li chiedono, e li ascoltano pure. E' proprio un qualcosa di inconscio, forse legato al guadagno (non sia mai che mi arrivi un Euro da un parente!), a parte mio padre, ovviamente, che è un uomo spiccio; con lui, illo tempore, sono arrivata alle minacce fisiche e mi sono sentita rispondere che non gradiva cambiare assicuratore perchè al Lloyd Adriatico le impiegate erano tutte strafighe in minigonna (vero!).
Tornando a noi, il mio ex-Subagente/amico/fratello non si limita ad allettare il proprio padre, o zio, o cugino, con impiegate con o senza minigonna. Sta visitando praticamente tutti i Clienti dell'Agenzia, e può farlo perchè io mi fidavo di lui e gli ho permesso, nel tempo, di conoscerli, di contattarli, e di fotocopiarsi tutti i fascicoli (quest’ultimo aspetto, in effetti, se l'avessi saputo non gliel'avrei permesso, ma siamo sempre lì: fa parte del concetto di "fiducia" il dare per scontato che qualcuno FACCIA o NON FACCIA qualcosa). E dal momento che di questi tempi non c'è un granchè da fare "a nuovo", come si dice nel gergo nostro, visto che la gente non ha più un centesimo e sono più le attività che chiudono di quelle che aprono, io e il nuovo collaboratore/fotografo abbiamo un sacco di tempo per chiacchierare con questi Clienti, per cercare di capire il perchè hanno deciso di lasciarci, dopo molti, moltissimi anni di reciproche soddisfazioni (questo perchè io, i sinistri, li pago).
Cominciamo a ridere la mattina presto, e alla sera siamo distesi per terra con le mani sulla pancia, stiamo valutando l'idea di scrivere un libro, e soprattutto abbiamo capito la vera e profonda motivazione che ha spinto i nostri Legislatori ad abolire il cosiddetto "tacito rinnovo del contratto" per la RC Auto (tradotto in parole povere: non c'è più bisogno di mandare la disdetta, nè trenta, nè quindici, nè un giorno prima). Non è per favorire la movimentazione del mercato, macchè, e nemmeno per dare nuove possibilità di risparmio alle famiglie strozzate dalla crisi; del resto, quello che penso io in merito a questa norma idiota l'ho già scritto in Gennaio nel post "Vero/falso", che sarebbe carino rileggere ogni tanto (mi era anche venuto particolarmente bene).
La verità è che hanno cercato - e a questo punto li capisco - di evitare che padri di famiglia cinquantenni dalle tempie imbiancate, o stimati professionisti, o titolari di rinomate aziende, si arrampicassero sugli specchi per cercare le scuse più strampalate, perdendo ogni briciolo di dignità, il che è uno spettacolo davvero penoso a cui assistere. E io, che sono donna (ebbene sì, in fondo in fondo lo sono) e quindi per DNA un po' stronza, ci godo pure a dare l'imbeccata per vedere cosa mi tirano fuori pur di non ammettere la pura verità: che non lo sanno.
L'hanno fatto per voi, insomma. E quindi, quando anche voi che mi leggete deciderete, per le motivazioni più disparate, di cambiare assicuratore, e vi verrà chiesto come mai, cercate di NON usare una delle frasi sottostanti perchè potreste ritrovarvi in uno dei capitoli del mio futuro libro sulle scuse più ridicole (con tanti ringraziamenti però, perchè ridere fa bene alla vita).
- Mi fa meno
Questa a prima vista sembra buona. E' evidente che la motivazione del risparmio è forte. Ma, attenzione! Io non mi accontento di queste tre paroline e tendo a scavare un po' più a fondo; mi fermo solo se mi rendo conto che le tre paroline rappresentano il riassunto di questa specifica frase: "Ho analizzato attentamente ogni garanzia che mi ha proposto, ho controllato tutte le condizioni, le franchigie, le rivalse, ho riscontrato un congruo decremento di premio a parità di condizioni, ed ho quindi deciso con cognizione di causa di cambiare". Cioè non mi fermo mai. Anche perchè solitamente la risposta alla mia domanda "Ti fa meno CON COSA?" spazia da "In che senso?", a "Non lo so", al completo silenzio corredato da caduta del labbro inferiore, neanche avessi preteso di sapere i nomi di tutti i satelliti di Giove (in ordine di grandezza). Dimmi che ti sta simpatico e sono più contenta, del resto anche a me stava simpatico prima che mi piantasse un coltello in piena schiena. Direi che gli ho voluto anche un gran bene, fino a quel momento lì. Ma cerca di capire che se tu hai la Polizza dell'auto con dentro la kasko, che notoriamente costa una follia, e vai a firmare un contratto con la RCA nuda e cruda, non è che spendi meno perchè io ti frego: ti freghi da solo. Idem per la casa: Incendio è una cosa, All Risks è un'altra. Per non parlare poi se la mia domanda è "Quanto meno" e tu mi rispondi "Dodici Euro" (su ottocento, magari, non su trenta). Allora non sei degno delle mie premure, soprattutto se parliamo di Polizze che necessitano di un paio di Raccomandate di disdetta, per un totale di otto Euro e sessanta. Alla faccia del congruo.
- E' tanto simpatico
Va bene, l'ho detto io prima "dimmi che ti sta simpatico", ma era tanto per dire. Ti prego, dimmi che avete parlato anche di assicurazioni prima di firmare. Ti prego, dimmi che ti sei quanto meno sincerato che avesse in mano roba con un marchio sopra. Perchè, sai, quando dovrà pagarti i sinistri scoprirai che non è che ti danno più soldi perchè sa raccontare bene le barzellette.
- Me l'ha detto lui che voi siete più cari
E' l'opzione numero due del "mi fa meno", anche se qui siamo un pochino oltre, diamo almeno per scontato che le condizioni contrattuali siano le stesse. Noto tuttavia con piacere che non c'è solo la mia mamma che chiede al fruttivendolo del mercato se le sue pere sono buone. A due-tre Clienti abbiamo risposto spudoratamente "e cosa pensavi che ti dicesse, scusa" ma senza particolari risultati, quindi ora mi aspetto che - come la mia mamma al mercato - prima o poi notino che le pere non sono tutte buone, e vadano lì incazzatissimi a pretendere di tornare indietro. 
La Variante di Valico a questa cosa del "siete più cari" è ha detto che mi fa LO SCONTO, ma dal momento che non viene da tutti presumo sia riservata esclusivamente ad una sorta di casta di eletti, probabilmente ai Clienti telespettatori di Telemarket. Non voglio ripetermi più di tanto sull'argomento "sconto" (in generale e assicurativo in particolare), lemma che gode di un mio cordiale astio non foss'altro perchè totalmente privo di significato pratico, per cui rimando chi ha voglia di un saltello nel passato prossimo ai miei precedenti post "Polizze in saldo" e "Venghino signori venghino" (rispettivamente Febbraio e Marzo 2012).
- Abitava vicino a casa mia, è più comodo
E' un'ottima motivazione, e tra l'altro denota che sei quanto meno in grado di coniugare correttamente i verbi. "Abitava" è indicativo imperfetto ed appartiene al mondo del passato, infatti qualche anno fa il giovanotto si è sposato ed è andato ad abitare a settanta chilometri da casa tua, tant'è che hai sempre pagato con bonifico.
- Ha tre bambini, diamogli una mano
Qui entriamo nel sociale. E' come quando si deve giustificare chi non paga più il mutuo o l'affitto e va in Comune a frignare con l’I-Phone nuovo di stecca in tasca. In Italia parli dei bambini ed è permessa qualsiasi nefandezza. Diritti e difesa ad oltranza di bambini, donne ed anziani: se sei un maschio adulto ti conviene guardarti le spalle, perché se ti accoltellano nel parcheggio va a finire che è colpa tua, la prossima volta vedi di non sbagliare strada. I bambini sono solo dei piccoli adulti, perchè dovrebbe fare differenza? E poi mica gliel'ha ordinato il dottore di farne tre, è una sua scelta, spiegami perchè devo mantenerglieli io. Tra l'altro, anche le mie impiegate hanno bambini, perchè non vuoi dare una mano a loro prima che io sia costretta a metterle in strada? Insomma, mai tirare fuori la solfa dei bambini davanti a chi non ha potuto averne: rischiate il linciaggio.
- E' uno sportivo
Basta metterla sul personale! Prima i bambini, adesso lo sport. Io non pratico sport, anzi, ho sempre odiato fare esercizio fisico. Odio sudare. Il Colonnello lo sapeva, infatti alle elementari mi ha fregato: mi ha cacciato in piscina, con un maestro cattivissimo, per confondere il sudore. Non solo quello in realtà: le ore di “ginnastica dolce” in palestra insieme a tutti i bambini del viale sono ancora un mio incubo ricorrente, una volta ho anche fatto a botte con un maschietto negli spogliatoi (chissà se l’ho mai raccontato al Colonnello). Lui diceva che gli avevo fregato le scarpe, povero idiota, solo perché all’epoca erano tutte identiche: le Superga blu scuro con la punta tonda di gomma bianca, e i lacci bianchi lunghi quattro metri che se non facevi una dozzina di doppi nodi uno sull’altro ci inciampavi. La verità è che quel bambino non sapeva fare i nodi, e andava in cerca di scarpe già annodate, prendeva sberle da tutti.
Comunque io amo lo sport, se lo praticano gli altri. Adoro il tennis, per non parlare della Vecchia Signora, e un che di motori che non guasta. E’ solo che non mi vedrete mai correre nel campo sportivo alle due di pomeriggio del ventuno di Luglio. Perchè non parliamo di assicurazioni? 
- Si chiama come mio nipote
Ve lo giuro su quello che volete, è vera. L'hanno detta a me personalmente. E devo anche aver fatto un'espressione strana, nonostante la ben nota abitudine degli assicuratori a non muovere un muscolo facciale finchè abbiamo il Cliente davanti (solitamente iniziamo a sghignazzare quando siete usciti), perchè il gentile signore in questione mi ha sciorinato mezzo albero genealogico per confermarmi che non mi stava prendendo in giro. Mi è venuto in mente che c'è una pasticceria a Menaggio, un posto sul Lago di Como vicino a dove passavo le estati da bambina (la famosa zia con il laboratorio fotografico, per chi ha letto tutti i miei post fin dal 2011...), i cui proprietari fanno di cognome Manzoni, e hanno chiamato uno dei figli Alessandro. Adesso capisco perchè, sai l'incremento delle vendite. Non avevo mai valutato l'importanza del "si chiama come", devo assolutamente mettere un annuncio per cercare una "Manuela Arcuri", a meno che il mio Cliente non fosse intenerito dal lato affettivo della cosa. In tal caso dovrei pensare seriamente di aprire uno sportello a Chioggia, visto che è la città dell'omonimia per eccellenza.
- Piace tanto a mia moglie
Che devo dirti? Ti do una pacca sulla spalla, faccio prima. Ti abbraccerei anche, poverino. Ma sono tentata di chiederti di mettermelo per iscritto, voglio vedere se ti rendi conto della profondità della frase, visto che a voce ti esce che è una meraviglia. Tu stai qui a spaccarti la schiena a martellate nella tua officina fabbrile, e tua moglie fa la tua firma falsa su tutte le disdette. E dai segni delle leccate sulla busta, direi che quel giorno aveva su un gran bel rossetto.

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