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mercoledì 23 maggio 2012

Epidemia di positività

Come sempre un post tira l’altro, e mi ritrovo a scrivere con in mente cose scaturite da quanto detto qualche giorno fa, mentre il mio file degli argomenti papabili resta lì fermo… Poco male credo, vorrà dire che di questi ritmi – uno o due post a settimana – potrò continuare a giocare a briscola per un annetto buono prima del black-out! Nella coda dell’ultimo post avevo usato la mia personale espressione “predisposizione alla felicità” che è tanto piaciuta al mio adorabile lettore della coda al Carrefour, e da lì riprendo. In questi giorni in ufficio sono un po' sotto pressione, capita spesso che la sera arrivi a casa nervosetta, e questo non è un bene. Una risposta più brusca del solito, un silenzio prolungato perchè penso alle cose mie, un po' meno attenzione o un gesto in meno sono tutte cose che interrompono il cerchio della positività; non so se realmente esista un modo per chiamare questa cosa a cui ho appena affibbiato un nome così da guru che non sembra neanche uscito da me, ma credo che il concetto sia evidente: l'ottimismo si trasmette. E' un contagio, come quando uno starnutisce o sbadiglia in autobus. Avere vicina, anche solo per un momento, una persona felice dentro, che sorride (anche solo per i fatti suoi, non necessariamente legati a te ed alla tua quotidianità) mette di buonumore. Tra l'altro basta anche poco; per esempio nel mio caso basta che un Cliente, uno solo, mi ringrazi per una pratica andata a buon fine, oppure perchè si è sentito seguito e compreso, oppure ancora perchè sente che sono dalla sua parte e lo aiuto a fare una scelta oculata e utile, affinchè io dimentichi immediatamente i nove Clienti prima di lui che sono entrati a muso duro dicendo che siamo dei ladri approfittatori. Lo so bene che non vogliono dare a ME della ladra, a volte me lo precisano anche (di questo sono comunque riconoscente, è già qualcosa), ma ciò non toglie che alla sera l'atteggiamento pesi, e io faccia fatica a mantenermi sempre e comunque positiva e sorridente. Soprattutto se dalla Direzione martellano per risultati che non arrivano (e che non arriveranno mai, se continuano ad aumentare le loro richieste, visto che la gente normale ormai si è ipotecata anche le mutande). In effetti qualche giorno fa il mio Commerciale di riferimento mi ha detto che non mi vede “concentrata sull’obiettivo”… Ha ragione lui, non mi sento per niente concentrata sull’obiettivo, mi rende molto più felice concentrarmi su quale sarà il soggetto della prossima tempera di Nunziante che vorrei comprare, ma dubito che lui sia in grado di comprendere certe sfumature. Il giorno in cui la mia Direzione ci gratificherà con l’arte invece che con viaggi o eventi che sono più una costrizione che un premio, è probabile che mi metterò anch’io a valutare gli obiettivi e a vendere quelle orrende Polizze Miste (no, non credo, le Miste mai, neanche per una sfera di Meggiato, ho troppo rispetto per i miei Clienti per far firmare caricamenti che sfiorano il dieci per cento in anni in cui la gente non sa cosa farà già oggi pomeriggio, altro che domani).
Torniamo a noi: lunedì stavo tornando a casa sotto il diluvio, altra cosa che mi gela l'umore (ma credo sia tipico di tutte le donne, siamo meteoropatiche per DNA), e mi sono messa a pensare a cosa mi fa stare bene, a cosa mi fa ritrovare l'ottimismo, a cosa mi piace. Fatti un elenco delle dieci cose belle della vita - mi sono detta - così come ti vengono, non necessariamente in ordine di importanza; possibile che io non trovi il modo, ogni giorno brutto o così così, di realizzarne almeno una onde ritrovare l'odore della felicità entro sera? O meglio, prima possibile? O meglio, fare in modo che non se ne vada mai, e possa io essere contagio di positività per chi mi incontra?
Bene, questi sono i miei dieci piaceri della vita; e non sono cose assurde ed impossibili, a guardar bene. Infatti tendenzialmente io sono persona più felice che triste, più positiva che negativa, più ottimista che menagramo già del mio... Basta solo farne un metodo scientifico per quel giorno ogni mese in cui non è tutto così automatico; passo indietro per chiarire la storia del giorno al mese, che risale a quando io e mio marito ci siamo conosciuti e abbiamo cominciato a frequentarci. C'è stato un giorno in cui avevo davvero le scatole girate, e un umore da prendermi a sberle da sola, e lui ha cominciato ad innervosirsi (sarà che eravamo all'inizio, ma evidentemente lo stavo abituando bene). Ricordo perfettamente che gli ho detto: UN giorno al mese, un solo giorno di paranoia me lo devi concedere, in fondo sono solo dodici giorni l'anno. Lui - splendido e comprensivo come sempre - ha fatto la faccia di chi sta ponderando e poi ha detto che tutto sommato dodici giorni non erano troppi. Ecco, dopo quindici anni vorrei riuscire ad eliminare anche quelli (per onestà devo ammettere che, con quello che gira qui fuori, sono diventati una ventina), grazie a queste dieci cose:
1) Mangiare la pizza. Io vivrei di pizza, adoro qualunque pizza (e il nutrizionista ha detto chiaramente che se voglio rimanere sotto i 60 chili non ne posso mangiare più di una alla settimana, ovviamente, come tutte le cose irrinunciabili è vietata), ma sullo stesso piano ci metterei anche un bel filetto al sangue. Con le patate. Insomma, mangiare per me è un piacere, va messo tra le dieci cose belle della vita. Sempre i famosi quindici anni fa mio marito, che allora ancora non lo era, raccontava agli amici che probabilmente tra un bel piatto di lasagne ed un paio di orecchini era certo che avrei scelto le lasagne – cosa di cui lui era felicissimo. Probabilmente era vero, anche se è doveroso segnalare che ora sono cresciuta e perennemente a dieta, e tutto sommato per i diamanti sarebbe anche un buon momento.
2) Ascoltare una persona intelligente, preparata e colta che parla di un argomento interessante con cognizione di causa. Detesto la mediocrità dilagante, detesto gli ignoranti che pensano di sapere tutto e vogliono farti la morale, detesto il pressappochismo, detesto chi parla per niente. Poche cose ma dette bene, e fatte meglio, mi conquistano.
3) Fare shopping. Sono pur sempre una donna, anche se lavoro dieci ore al giorno e non ho bambini da accudire. Fare shopping mi sa che il numero tre non se lo merita, ma ho detto che non sono in ordine di importanza... Ci butto dentro tutti gli annessi e connessi, come indossare un vestito nuovo che ti sta bene, oppure infilarsi collant vergini (piacere femminile che solo un'altra donna può capire, del resto quanto fastidio dà la calza usata e poi lavata che fa i grumi?). O ancora avere in armadio un paio di scarpe con tacco dodici che sai già che non metterai mai altrimenti rischi di cadere ad ogni passo, ma solo per il gusto di provarle ogni tanto. Non si tratta solo di shopping, ci metto dentro tutti quei piccoli piaceri legati al prendersi cura di sé, al saper fare una pausa quando serve.
4) Mandare una mail ad un amico che non senti da un po', e scoprire dalla risposta che gli va davvero tutto bene. Poche cose fanno girare la positività come l'amicizia, quella vera, non quella da quaranta amici cliccati ieri. Sapere che una persona a cui tengo è felice mette indirettamente di buonumore anche me.
5) Appendere l'ultimo quadro per cui hai fatto più di quaranta rate mensili, ma sai già che trovartelo davanti mentre fai colazione alla mattina - solo tu e lui, alle cinque e mezza - ti renderà radiosa la giornata. Un quadro bello, un quadro corteggiato e sospirato, come va fatto con ogni cosa bella della vita.
6) Vincere, sportivamente e senza trucchi, chiaro. Mi dispiace per il defunto De Coubertin, ma io non sono una che fa le cose solo per partecipare; vincere mi fa sentire meglio, se parto sapendo che sarà solo pura partecipazione non mi impegno e non mi diverto. Portare a compimento una cosa fatta bene, contro ogni previsione altrui. Dimostrare che ho ragione io, contro tutti. Tante cose intese come piccole vittorie in senso lato. Oppure proprio vincere nel senso di vincere, perchè no (come a Scarabeo, sono bravissima, quando perdo mi secca proprio).
7) Ascoltare "The One" di Elton John per la trecentoventisettesima volta e sentire ancora il nodo in gola. The One è - in questo momento della mia vita - una canzone che mi rappresenta, che adoro e che mi rappacifica da ogni ansia. Citandola intendo mettere tra i miei piaceri della vita tutto ciò che gira intorno a quella particolare musica che ti fa star bene (nel mio caso spazio dai Queen a Mozart), ad un film che conosci a memoria ma ti strappa ogni volta una risata, ad un buon libro che non vedi l'ora di finire - ce ne sono molti, di libri che mi rendono bulimica - e poi quando giri l'ultima pagina ti dispiace, e già vorresti ricominciare.
8) L'odore dell'erba appena tagliata durante una camminata in montagna; forse questo è più un ricordo, una reminiscenza, che un piacere per me ora obiettivamente praticabile. Ma anche il ricordo delle Dolomiti assolate in un Luglio terso, con il cielo che ti invade da sopra a dentro (un mare d'azzurro di giorno, o un fiume di stelle se hai la fortuna di vederlo di notte), il silenzio totale tra le Alpi più belle e possenti - da amare e temere - è cosa che mi riporta decisamente al segno "più". Prima di sposare un uomo che associa la parola “montagna” solo alla parola “neve” (da notare che io NON scio), ho vissuto e riposto negli angoli della memoria emozioni e ricordi che potrebbero bastarmi per una vita, tirandoli fuori un po' alla volta. Come tanti cassetti, basta sapere quale aprire.
9) Un signor bacio, dato come si deve! Accidenti se questa è cosa che fa girare la positività! Forse molto di più di tante altre che nell’immaginario collettivo di norma seguono al bacio, e che finisci per aspettarti, mentre un bacio all'improvviso è una meraviglia... certo, posto che per la persona in questione tu provi amore, o affetto, o quanto meno ti piaccia, altrimenti è cosa da evitare. Ma con chi ricade in queste categorie io direi che vale il podio, strano mi sia venuta in mente come nona. Poi, come donna, è impagabile la sensazione di sentirsi vicini vicini, praticamente naso contro naso, mentre il lui del naso che non è il tuo non sa ancora bene che pesci pigliare. Adoro quel misto di timido ed insicuro che avete voi signori uomini (anche quelli più so-tutto-io-sono-tutte-ai-miei-piedi) quando dovete decidervi, capisco bene che l’idea di una sberla in piena faccia non alletti, ma nessuna donna - per lo meno sobria - vi lascerebbe avvicinare a meno di tre centimetri se in realtà non lo desiderasse anche lei. Braccio teso e una bella stretta di mano vogliono dire no, è evidente. Ma con qualunque altro atteggiamento vale la pena di provare, anche perché di solito noi abbiamo già deciso, solo che ci piace che siate voi a prendere l’iniziativa, fa tanto scena da film.
10) Tenere in braccio un gatto, meglio se cucciolo, meglio se fa le fusa, meglio se ti "fa il pane" sulla mano o sulla spalla. Dico gatto perché io amo i gatti, ma vale per qualunque animale ti piaccia, anche se poche cose al mondo eguagliano il piacere di vivere con un gatto. Mio marito, in fase di preview di questo post, ha obiettato, perché lui ama i cani, il suo sogno è invecchiare con un cane e un giardino in cui giocarci (forse dovrei preoccuparmi, non so se in questo quadretto bucolico io sono compresa o meno). E’ vero, giocare con un gatto è diverso: tu gli fai la farfallina di carta legata alla cordicella e lui per cinque minuti impazzisce; poi anche tu ti fai prendere dal gioco, ti metti a saltare e a fare versi perché non è più una farfallina di carta, è un grosso topo, e lo vedi, e vuoi dargli la caccia anche tu, e allora il gatto all’improvviso si ferma, immobile, assume quella tipica posa da essere superiore e ti guarda con l’aria di uno che dice “Ehi tu stupido umano, ti rendi conto che stai saltando con in mano una farfallina di carta? Vai a dirigere la tua Azienda prima che ti veda qualcuno”. Il gatto sa benissimo quando ti suona la sveglia, infatti comincia a miagolare insistentemente circa venti minuti prima, vuoi mai che per caso tu non la senta; mio papà lavorava a Murano, all’epoca, ed era lui ad alzarsi per primo, quindi era lui a dargli da mangiare dopo la sua notte di sogni felini… E non era assolutamente la fame a farlo miagolare prima, tant’è che con il cambio dell’ora legale rispettava sempre e comunque i venti minuti standard. Nulla eguaglia lo sguardo di un cucciolo di cane – dice mio marito. E’ vero, nel languore del cucciolo di cane ti sciogli; ma lo sguardo altero di incredulo disprezzo, magnetico e distaccato di un gatto non ha paragoni. Il nostro gatto è arrivato in casa quando avevo 18 anni, e ne ho passati molti altri davanti allo specchio ad esercitarmi: viso in alto, lieve smorfia, occhio solo leggermente corrucciato, già sapevo che ne avrei avuto bisogno in un mondo professionalmente maschilista. Ancora adesso, quando dico a mio marito che la tal persona mi rispetta, lui obietta che non è rispetto, è timore reverenziale, perché io certa gente la guardo come un topo morto e questo incute soggezione: anni e anni di pratica per copiare un grosso soriano (che sia per questo che diciamo "topo morto"?). “I cani hanno padroni, i gatti hanno schiavi” (A. Bell).
Ecco la mia lista. Tutto sommato, a parte girare i sentieri delle Dolomiti e comprare quadri (entrambe cose impraticabili quotidianamente, anche se i quadri non è poi necessario comprarli sempre per gioire, basta anche guardarli e basta, dai musei per esempio), sono cose fattibili, no? Magari anche uno shopping estremo è da limitare, più semplice trovare il gatto (o farsi baciare da uno bravo). L'importante è che giri, perchè se lo facciamo tutti, se tutti ci facciamo la lista delle dieci cose belle, davvero la marea dell'ottimismo diventa inarrestabile. Contro ogni previsione.
P.S. Visto che in quanto a lettori sto tallonando il primo capitolo dei Promessi Sposi, mi piacerebbe sentire la lista dei miei compagni di briscola, tanto perchè io sono una che non finisce mai di imparare, e non me ne vergogno. Anzi, anche questo mi fa felice.

   


3 commenti:

  1. Ne aggiungo qualcun'altra, tra il serio e il faceto (e anche x me non necessariamente in ordine di importanza):
    1) poter mandare a ql paese il ragazzo belloccio che qnd eri alle medie, insignificante ed occhialuta, ti liquidava con un "va' via brutta!", e poi qlc anno dopo, complici una "terza misura" ed un paio di lenti a contatto, faceva apprezzamenti al tuo passaggio -ovviamente senza ricordarsi chi eri- ...ma forse qs può iscriversi sotto il tuo punto 6, "vincere";
    2) rendersi conto verso fine mese e proprio davanti alle vetrine di Zara che nella carta di credito hai ancora quasi 200 euro;
    3) salire sulla bilancia alla mattina e vedere materializzarsi sul display il numero 57;
    4) scendere velocemente -ma non troppo- lungo una pista rossa in una tersissima giornata invernale;
    5) venire a sapere che entrambi i tuoi figli sono stati scelti come solisti x il concerto del coro parrocchiale;
    6) qualcuno che magari non vedi da tanto tempo, lo incontri x caso e ti dice "sei bellissima" anche se stai avvicinandoti ai 50 (x la cronaca, qs non mi è ancora capitato, vorrà dire qlc?!? ;-P certo che cmq SAREBBE un'enorme soddisfazione ;-P );
    7) scherzi a parte, farà ridere ma una delle cose che da decenni mi rende sempre felice, caccia via ogni pensiero triste e mi riempie ogni volta di positività è cantare ascoltando alla radio, rigorosamente guidando, rigorosamente a finestrini abbassati e a volume altissimo, Shine A Little Love degli E.L.O. ...e lasciare che degli altri automobilisti si occupi il mio angelo custode!
    E x la cronaca non è ancora mai successo niente.

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    1. Ci avrei scommesso che il primo commento a questo post, se mai fossero arrivati commenti, sarebbe stato femminile!! Sarà che abbiamo tendenzialmente tanti sbalzi d'umore che ci conosciamo meglio, e sappiamo individuare subito cosa butta giù e cosa tira su. Mi piacerebbe però che anche qualche maschietto dotato di fantasia ci segnalasse qualcosa che ci ispiri.
      Mi turba un po' la tua ultima "fonte" di positività, per fortuna che non hai detto "finestrini abbassati, volume altissimo e OCCHI CHIUSI"! :-) In giro ci sono angeli custodi belli tosti...
      Circa la musica, ho citato The One perchè è unica, inimitabile ed eterna, ma se devo pensare ad un motivetto più sprintoso un certo buonumore mi arriva con "Formidable" di Charles Aznavour... e ogni volta la dedico a me stessa, sono una romanticona.

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    2. Ma mi sono accorta che ne ho citate solo 7 di cose belle che danno il buonumore, eccone altre 3:
      8) riuscire ad arrivare al MI alto senza troppi sforzi e poter cantare Whitney Houston senza che la gente ti guardi con commiserazione;
      9) scattare la foto dei tuoi sogni, catturare proprio quell'inquadratura che avevi in mente che ogni volta che la guardi stampata ti suscita le stesse emozioni che hai provato dal vivo;
      10) il mare della Sardegna, tutto, sempre ed ovunque.

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