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martedì 21 febbraio 2012

Polizze in saldo

In tempo di saldi mi divertivo fin da bambina a guardare l'evoluzione dei prezzi dei negozi della mia città, soprattutto quelli di scarpe in cui la cosa era più lampante. C'erano scarpe che costavano 60.000 lire per tutta la stagione, e poi arrivavano i saldi e ci trovavi appicciccato (sopra quelle stesse identiche scarpe, stesso colore, stessa posizione nella vetrina) il cartellino con scritto "120.000 lire sconto 50% 60.000 lire". E giù risate tra di noi che con le nostre biciclettine facevamo il giro per controllare l'onestà dei negozianti.
Poi sono cresciuta, e pur a fatica e a denti stretti devo ammettere che non solo non è cambiato niente, ma pare che la gente ami farsi infinocchiare di proposito. Resto nel campo delle televendite d'arte, di cui posso dire ormai di essere esperta (non esperta d'arte - magari lo fossi - esperta delle relative televendite), non foss'altro per la meticolosità con cui mio marito segue e raccoglie il materiale per questi nostri studi poco ortodossi. Telemarket vende le opere sempre alle stesse cifre finali (più o meno, ci sarà stata una forbice del 10% a farla grande, nel giro di un anno e mezzo di dirette), ma visto che amano sbandierare cifroni di sconto (40-50-60%; Fuori tutto!; Sfrutta l'occasione!) ovviamente il prezzo iniziale dell'ipotetico listino varia a seconda della promozione. Listino variabile, manco fosse un mutuo casa.
Questa cosa - che manda sempre in bestia i presentatori Orler, per esempio - a noi fa sogghignare, anche perchè la domanda che ci sorge spontanea è sempre quella: ma questi hanno sempre clienti verginelli che li guardano per la prima volta? Perchè è evidente che se li segui per un po' prima o poi ti accorgi del trucchetto. E a dire il vero trasmissioni di questo genere tendono ad avere spettatori e clienti abituali, visto che vengono seguite un po' come ripasso d'arte contemporanea, per capire cosa c'è in giro, quali sono i nomi nuovi, come tira il mercato (le serate Orler di Carlo Vanoni, ad esempio, sono sempre godibili come conferenze a tema, tanto elevata è la meticolosità con cui quel gran pezzo di figliuolo le prepara e la dovizia di dati con cui le correda... e sono gratis, cosa non da poco). Vedo difficile che uno accenda la televisione, veda un quadro presentato dall'abbronzato Gaudio - uno a caso, tanto dice più o meno le stesse cose di tutti, "il linguaggio del nuovo millennio" - lo prenoti subito senza informarsi in giro, lo compri e poi non guardi mai più Telemarket in vita sua. Eppure una volta in cui non c'era il sottotitolo del mega-sconto (di solito è sempre Marco Vinetti che fa questi esperimenti, chissà se vuole o se glielo impongono) non hanno battuto un chiodo, e sì che i prezzi erano sempre quelli, per chi li sa. Recentemente hanno fatto una cosa strabiliante dal punto di vista del marketing, io mi inchino davanti a chi ha queste pensate: Marco Vinetti - ancora una volta lui - ha dato molta enfasi al fatto che durante quella diretta al centralino non ci fossero i soliti dipendenti bensì i rappresentanti della Direzione, con i quali si poteva trattare liberamente modello souk marocchino rispetto al prezzo lordo annunciato a video. Noi malignamente abbiamo pensato che, sempre se era vero, probabilmente i centralinisti erano in sciopero visto il periodo non proprio roseo che sta attraversando l'azienda corbelliana, che se tanto mi dà tanto non paga gli stipendi con meticolosa puntualità. Invece la spacciavano per un'operazione pensata ed organizzata a tavolino da mesi, e fioccavano le telefonate e le prenotazioni. Questo Dova costa 50.000 Euro: chiama e fai un'offerta, vuoi mai che te lo diano a 25.000 (cioè quello a cui lo vendono solitamente, magari tu offri 35.000 e sei convinto di aver fatto l'affare della vita solo perchè hai sentito il Direttore che tentennava o veniva minacciato in sottofondo). Meraviglia di psicologia della vendita: il Cliente che diventa artefice del proprio inchiappettamento.
Non posso - è più forte di me - non applicare quanto vedo al mio lavoro. La gente vuole lo sconto, a prescindere, anche senza guardare la cifra finale o (molto peggio) le garanzie che la compongono. Il caso più eclatante è stato quello di un mio caro Cliente, direi quasi un amico, tra l’altro persona intelligente e sveglia, che aveva appena aperto una pizzeria e voleva un preventivo per assicurarla; la prima cosa che mi ha detto è stata: "Guarda che devi trattarmi bene, perchè il mio socio ha in mano un'offerta del suo assicuratore con uno sconto del 50%". CINQUANTA-PER-CENTO-DI-COSA? Quali garanzie ti dà, quali capitali assicura? Con quali scoperti, franchigie, limiti di risarcimento? E poi, fossero proprio due offerte identiche per garanzie e capitali, magari la mia tariffa è esattamente la metà di quella dell'altra Compagnia, per cui senza un Euro di sconto da me spendi uguale! Lui ci ha ragionato, ha capito, e poi ha fatto la Polizza dall'altra parte. Perchè l'altro gli aveva fatto “più sconto” (e io il suo preventivo l’ho visto, intendiamoci, era più caro del mio, posto che non conoscevo le sue franchigie). La tua pizza fa orrore, tesoro, te l'hanno mai detto?
Non so perchè, ma più la crisi colpisce nell'intimo - e ormai ci siamo arrivati a tutti i livelli - più le persone cercano gli affari in questo modo che definire idiota è poco. Basta vedere le pubblicità di certe Compagnie on-line: 300 Euro di sconto. Ma rispetto a che? Certo, se giri il giornale di 90 gradi e leggi quella riga microscopica che sembra più una decorazione della pagina vedi che c'è scritto: Profilo 5 Bologna Quattroruote 11/2011. Fa riferimento a uno studio comparativo che Quattroruote fa ogni anno tra le maggiori Compagnie in base a profili standard, e quindi quei 300 Euro sono reali solo se sei una donna di 50 anni residente a Bologna con una Audi A4 in classe prima. Ma tutti ci credono e vengono a dirmi: lì costa 300 Euro in meno. Certo, come no, visto che tu adesso stai pagando esattamente 300 Euro all'anno della tua RCA, se vai da loro è addirittura gratis. Sono in fibrillazione in attesa della conversione in Legge del famoso Decreto Cresci-Italia, vediamo cosa cambieranno di quella cosa che in germe è buona ma scritta così è una porcata. Se realmente hanno capito l'importanza della figura dell'intermediario, magari non vedremo più certe pubblicità auto-inchiappettanti in giro.

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