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giovedì 12 gennaio 2012

Curriculum; istruzioni per l'uso - Prima parte

Com’è giusto e normale che sia, mi trovo spesso ad esaminare curricula inviati o consegnati da aspiranti dipendenti. Ai miei tempi – quando Internet non esisteva – ci si sedeva a tavolino a pensare a noi stessi, a cosa ci piaceva fare, a cosa soprattutto eravamo in grado di fare (perché solo pochi fortunati sarebbero riusciti a far coincidere le due cose in futuro) e si buttavano giù una o due paginette cercando di inquadrare una buona immagine di sé, che la maggior parte delle volte serviva più a farci guardare dentro e a capire molte cose mai ammesse prima, piuttosto che allo scopo finale cui erano destinate. Adesso, nell’era del Web, Internet ti permette di creare in 20 secondi un bel curriculum standard (il “formato europeo” !!!) da scaricare in 4.500 copie da diffondere nell’universo conosciuto.
Vorrei quindi, da datore di lavoro e assicuratore quale sono, mettere qualche puntino sulle “i”; scrivendo questo post mi sono accorta che eccedeva un po’ la normale lunghezza colloquiale, e quindi lo dividerò in due parti, una generica, che non riguardi solo il mio ambito bensì qualunque realtà lavorativa, e una più specifica per noi.
Non voglio insegnare a nessuno COSA scrivere nel curriculum né COME scriverlo, per questi scopi ci sono decine e decine di utili siti; vorrei però sottolineare due cosette che in nessun sito ho mai visto precisare e che – a quanto vedo – molti dimenticano (e sono tutti esempi reali!).
Partiamo da alcune inezie mano a mano che mi vengono in mente: il curriculum va FIRMATO. A mano, con la penna. Sempre. Io personalmente preferisco che l’accompagnatoria al curriculum sia scritta TUTTA a mano (ma non è obbligatorio); tuttavia a me dà tanto l’impressione che chi lo fa voglia darmi un qualcosa in più di sé, in termini di tempo e qualità. Comunque la firma ci vuole, altrimenti fa tanto tipografia.
La foto: è un tasto delicato. Intanto ci vuole un po’ di sana autocritica: non scrivete “bella presenza” se è evidente che non è così. Ho capito che la mamma e il fidanzato vi ripetono costantemente quanto siete belle, ma lo fanno una per impegno genetico e l’altro per contratto. Elisabetta Canalis ha una “bella presenza”, infatti non lavora in un ufficio. Se siete persone normalissime (gradevoli, pulite, vestite in modo nè troppo vistoso nè troppo da collegio, vale a dire come il 90% delle ragazze della vostra età), non c’è bisogno di scrivere niente, non serve la foto. In un ufficio non è la lunghezza o il colore dei capelli che fa la differenza. Lo scopo del curriculum è quello di OTTENERE UN COLLOQUIO, durante il quale verrete osservati e valutati ANCHE per la presenza. Ma in prima battuta non serve: se uno ti chiama SOLO perché sei una gran gnocca non ha intenzione di farti lavorare come impiegata. Se poi ti va bene, allora sono fatti tuoi, scrivi anche che hai una quarta.
Altre raccomandazioni “generiche”:
1) Il modello che si scarica da Internet spesso ha sotto, molto in piccolo, l’indicazione dell’url o la scritta “Curriculum vitae di Cognome/Nome”. Ecco, quella sarebbe bene riempirla effettivamente con il vostro cognome/nome (altrimenti  toglietela!);
2) Per chi ha meno di 30 anni: non scrivete mai "Uso computer". Ormai sanno usare il computer anche le scimmie (quelle meno evolute, perchè le antropomorfe programmano anche da un po'); o sapete usare il computer in modo SUPERIORE, da Tecnici, e allora spiegate bene cosa sapete fare, altrimenti se sapete usare Excel, Word e affini (nonchè navigare in Internet ed usare la posta elettronica) non serve scriverlo. Mica scrivete "So mangiare con le posate" e "Mi so legare i lacci delle scarpe da solo".
3) Che ci crediate o no, c’è ancora un folto gruppo di persone nel mondo civilizzato (tra cui la sottoscritta) che NON è su Facebook e che detesta Facebook; nel dubbio, non riempite una pagina intera scrivendo quanto amate i Social Networks, o penserò solo che passerete otto ore al giorno a smanettare su Internet senza fare niente di ciò che mi aspetto facciate. A meno che non vogliate inviare un curriculum mirato a qualche Azienda che opera con Internet; in proposito mi sovviene un altro pensiero;
4) Il curriculum è la vostra faccia per il mondo: personalizzatelo a seconda di chi lo deve ricevere! Del resto, noi siamo sempre noi, però per andare a fare jogging ci mettiamo la tuta e ci facciamo la coda ai capelli, mentre per una serata luccicante ci trucchiamo ben bene e ci vestiamo ad hoc. Mi spiego con un esempio: ho ricevuto tempo fa il curriculum di una ragazza che lavorava per un Notaio. Studi normali, esperienze lavorative normali. Tre pagine di Hobby e Sport, dal rafting al parapendio, viaggi ovunque in tutto il mondo (è vero!!!). Beata lei, ma cosa potrò mai pensare io DATORE DI LAVORO di questa ragazza: questa qui già da giovedì non combina più niente perché pensa ad organizzarsi il weekend, e poi bene che mi vada un lunedì sì e uno no mi torna tutta rotta e non viene a lavorare. O no? Un curriculum come il suo era perfetto se inviato alla Decathlon, non a me.
Meditateci un po’ su e ditemi se sbaglio.

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