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venerdì 13 gennaio 2012

Curriculum; istruzioni per l'uso - Seconda parte

Con questa seconda parte entriamo nello specifico: portate il curriculum in una Agenzia di assicurazioni. E’ fondamentale che quanto meno vi chiediate se volete davvero lavorare in una Agenzia; capisco che nessuno BRAMI di lavorare in catena di montaggio, ma il fatto di essere riusciti a conseguire il famoso “pezzo di carta” non vi rende automaticamente adatti a lavorare in un ufficio. Una ventina di anni fa i giovani sapevano guardarsi dentro un po’ di più: l’ufficio non è un lavoro per tutti, come per tutte le cose bisogna esserci PORTATI. Infatti tra le scartoffie finivano solo quelli che amano stare tra le scartoffie. Gli altri altrove, dal magazziniere alla commessa, dal pasticcere all’idraulico. Adesso c’è un livello di scolarizzazione molto più alto (e questo è un bene) per cui si tende ad escludere in partenza certi lavori più “umili”, ma c’è anche molta più presunzione (e questo un bene non è).
Per lavorare in un ufficio ci vuole precisione, attenzione, concentrazione, capacità organizzativa. Se a casa sei un cialtrone difficilmente in ufficio cambierai atteggiamento. Devi saper riconoscere le priorità (prima va fatto questo, poi questo, e per ultimo questo) e saperti gestire il tempo alla svelta quando le priorità cambiano (accidenti è arrivato Tizio di nuovo senza preavviso, allora lo faccio accomodare e la roba di Caio la faccio dopo). Devi AMARE leggere e scrivere, ed essere in grado di farlo con scioltezza, soprattutto leggere: i Libretti di Condizioni vanno studiati a menadito, le Circolari anche.
Un’Agenzia è una realtà piccola, non puoi pensare di imboscarti e stare su Internet tutto il giorno: il titolare ti è vicino vicino. In più nel nostro caso – rispetto ad altre tipologie di uffici – c’è IL PUBBLICO. Spesso incazzato e prevenuto, perché pensa che sia tu in persona a sfilargli i soldi dal portafoglio per quella che viene ritenuta una odiosa tassa anziché una forma di tutela e prevenzione. Quindi bisogna essere gentili, sempre, con tutti. Sorridere e lasciare fuori dalla porta OGNI pensiero e OGNI problema personale. Bisogna che ti PIACCIA parlare con la gente, o alla sera sarai stanco morto, se non morto davvero. Anche perché ormai anche alle impiegate delle Agenzie viene chiesto di vendere: fatevene una ragione. Non pensate neanche per un minuto che in una Agenzia di assicurazione l’impiegata si possa limitare a compilare qualche foglietto e ad archiviare cartelline: cose di trent’anni fa. Attenzione che “vendere” è parola che fa ancora tanta paura, ma nessuno vi chiede di legare il nonnetto di turno alla sedia imponendogli inutili Polizze ventennali: vi verrà chiesto di segnalare ai Clienti che se l’auto è nuova è bene assicurarla contro il furto, e che se hanno bimbi piccoli è bene avere la copertura R.C. Famiglia (o una Polizza Vita… guardatevi il mio post "Vita e Morte"). Quello che fareste con i vostri amici insomma, senza traumi, ma DOVRETE farlo. Quindi se ritenete di non essere portate per questo, care ragazze, risparmiate il francobollo.
E’ necessario avere un minimo di memoria, se non volete annegare tra i post-it. Anche perché le cose da fare non vi verranno ripetute per più di due volte… tutte le volte. E poi ai Clienti piace che ci si ricordi di loro, i loro nomi, i loro indirizzi, le Polizze che hanno in essere, i discorsi fatti la volta prima, le storie della loro famiglia. Fa parte del valore aggiunto “umano” che diamo rispetto ad un telefono o ad un mouse! Memoria, memoria, memoria, non contate di annotarvi nomi e date sul telefono, perché il vostro cellulare privato in Agenzia DEVE rimanere rigorosamente SPENTO. Le chiamate urgenti dei vostri parenti le riceverete al telefono dell’ufficio, l’urgenza sarà sempre tollerata, l’urgenza vera, ovviamente; dimenticatevi di poter parlare per mezz’ora con chi vi sta tenendo il pargolo per commentarne l’ultima parolina. 
Nessuna scuola, indirizzo di studi o corso regionale spiega esattamente cosa si FA in un’Agenzia di assicurazione, forse vi spiegano cos’è un contratto di assicurazione, ma in tre minuti ve lo spiego anch’io, e ve lo spiego come voglio che lo capiate. Quindi non ce ne frega niente di quella parte, sono altre caratteristiche quelle che ci servono: date più spazio nel curriculum alla parte dove descrivete come siete (ordinate, attente, socievoli, spontanee eccetera): per lo meno vi garantite una chiamata per il colloquio, e poi ve la giocate. Ovviamente NON dovete MENTIRE, altra cosa fondamentale. Vi si becca subito, fate anche brutta figura. Io nei miei primi vuoti curricula (tanto per riempire un po’ le famose paginette) scrivevo sempre “Patente B ed auto propria”, ed erano due verità inconfutabili, avevo sia la patente che la disponibilità di una macchina. Poi pregavo che nessuno mai mi chiedesse di andare in giro perché odio guidare, lo faccio malvolentieri tuttora e solo se è questione di vita o di morte, però all’occorrenza potevo. Altra cosa invece è millantare competenze che non si hanno: meglio saper fare POCHE cose BENE che tante male (banalissimo!!!).
Se avete già lavorato presso un’altra Agenzia, dovete indicare PER CHI. E’ evidente che io tenderò a telefonare al Collega di turno per domandargli le sue impressioni su di voi, quindi fatelo solo se sapete di averne lasciate di buone; altrimenti non fatelo. Scrivere “ho lavorato per primaria Compagnia” non vuol dire niente, anzi sembra che vogliate nascondere qualcosa. Non è che io vada a caccia del raccomandato, ma è evidente che in un piccolo contesto in cui si maneggiano molti soldi non nostri preferisco tirarmi in casa una persona di fiducia, o per lo meno che ha ispirato fiducia a qualcuno prima di me.
Infine, non pensate che lavorare in un’Agenzia di assicurazioni vi sistemi per la vita: non siamo statali, possiamo mandarvi via! Quindi portate il curriculum se pensate che sia un passo nel lungo (eterno, oramai) percorso della vita lavorativa, che vi arricchirà di conoscenze particolari e vi farà anche divertire, se preso con lo spirito giusto, ma sempre un passo. Non un punto d’arrivo. Non un punto fermo. Non una sedia per sempre.  

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